MASSIMO
Monitoraggio in Area Sismica di SIstemi MOnumentali (PON01_02710)

- PROGETTO DI RICERCA -

I partner del progetto

-INGV (Capofila), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, via di Vigna Murata 605 00143 Roma

-A.C.S. S.p.A, via della Bufalotta  378 - 00139 Roma

-ECOTEAM s.r.l”, via G. Campagna n.48, 87100 Cosenza
-SISMLAB s.r.l., Via P. Pietro Bucci, Università della Calabria  - 87036 Rende (CS)
-UNICAL, Università della Calabria, via Pietro Bucci - 87036 Rende (CS)

Sintesi del progetto

Negli ultimi anni il concetto di vulnerabilità sismica è tristemente entrato a far parte delle conoscenze anche dei non addetti ai lavori. Infatti, gli eventi sismici che hanno interessato dagli inizi del ‘900 il territorio Italiano, hanno sistematicamente messo in risalto l’elevata vulnerabilità sismica del nostro patrimonio edilizio, ivi compresi i beni monumentali, nonché, l’inesistenza di qualsiasi attività di programmazione della manutenzione periodica ordinaria e straordinaria delle strutture sismo-resistenti, che garantiscono nel tempo la conservazione delle loro capacità di risposta alle perturbazioni esterne.

In questo ambito, sicuramente le NTC’08, dopo anni di vuoto normativo sui temi della verifica del patrimonio edilizio esistente e sul monitoraggio strutturale, finalmente ampliano il concetto di controllo, inteso, non solo come azione eseguita a valle e cioè quando l’opera è già sede di degrado o di un dissesto evidente, ma come un insieme di attività finalizzate ad evitare tali situazioni. L’insieme delle procedure e delle metodologie di analisi, utili a perseguire la verifica di sicurezza di una struttura sia essa in muratura o in c.a. anche tutelata, sono esplicitate in forma protocollare nelle Norme di riferimento e hanno una articolazione diversificata in termini di invasività, al fine di assicurare, nel caso di strutture a valenza storica artistica, la conservazione e la integrità del bene. Sicuramente, il nuovo impianto normativo ha prodotto una svolta al controllo dell’esistente, che negli anni passati non era disciplinato ed il più delle volte veniva affrontato con procedure estemporanee ed a forte connotazione soggettiva. Tuttavia, le NTC’08 non forniscono ancora una metodologia che possa tener conto al passare del tempo delle mutate condizioni del bene, le quali rendono variabile il concetto di sicurezza. In pratica, quest’ultimo, introdotto dalle NTC’08 è fortemente ancorato al momento in cui il controllo viene eseguito, e l’aggiornamento dell’affidabilità strutturale potrà essere rivalutato in epoche successive, solo con la riproposizione dello stesso protocollo associato con una forte attività di campo da parte dei tecnici. Questa limitazione potrà essere risolta associando alle procedure di controllo oramai consolidate e basate principalmente su metodologie NDT,  architetture di monitoraggio per l’aggiornamento delle variabili di controllo e processi di diagnosi in tempo reale,  procedendo al trattamento dei dati ed alla loro interpretazione mediante un sistema di controllo autodiagnosticante. L’idea è stata trasfusa in un progetto di ricerca dal titolo: Monitoraggio in Area Sismica di SIstemi Monumentali identificato con l’acronimo “MASSIMO”, con il fine anche di mostrare come la disponibilità di procedure sperimentali non distruttive e di sistemi di monitoraggio possono costituire un mezzo formidabile per garantire la tutela del patrimonio artistico.

Il progetto PON MASSIMO nasce, quindi, con la prerogativa di produrre uno strumento dedicato alla tutela di strutture a valenza storico – artistica. Questo avviene attraverso un percorso di catalogazione, di analisi del bene inteso come elemento costituito da elementi resistenti e da materiali, di studio del sito dove la struttura è ubicata, di attività di monitoraggio con la quale le variabili che definiscono il livello di affidabilità e di esposizione possano essere aggiornate periodicamente in funzione degli eventi che si susseguiranno negli anni ed in funzione del fisiologico impoverimento dei materiali presenti.

Il progetto ha come principale obiettivo quello di fornire un software di controllo del patrimonio storico, basato sull’acquisizione di dati provenienti da strutture e siti opportunamente  monitorati, che produrrà risultati utili, già nella fase di acquisizione minima dei dati. Inoltre, sarà concepito in modo da ridurre fortemente le attività decisionali legate alle interpretazioni soggettive dei tecnici.

Ovviamente, tale software di gestione sarà opportunamente validato su tre edifici prototipo scelti dall’analisi di quanto è già stato eseguito sul territorio in termini di identificazione e catalogazione, secondo gli standard nazionali, delle strutture architettoniche e dei beni culturali del patrimonio Calabrese.

La selezione degli immobili, chiamati anche dimostratori, è stato un passo propedeutico allo sviluppo delle attività tecnico scientifiche ed è stato condotto tenendo presente le esigenze delle autorità locali incaricate della gestione del patrimonio pubblico. Quest’attività ha permesso di selezionare i dimostratori, che sono caratterizzati dalla combinazione di una tipologia costruttiva specifica e di una precisa disposizione geologico-geografica.

I dimostratori identificati sono:

- Il Complesso monumentale di Sant'Agostino a Cosenza (Beni Architettonici e Monumentali)

- Il Monastero della Visitazione a Reggio Calabria (Mista)

- Edificio scolastico sito a Reggio Calabria (cemento armato)

A valle della scelta tipologica sopra descritta, inizierà la fase di progettazione e sviluppo di un sistema strumentale di monitoraggio complesso che prevede l’uso di strumenti di misura, controlli NDT, analisi prossimali e sensori dedicati all’analisi dei movimenti relativi suolo/edificio. L’innovazione della metodologia  consiste, appunto, nel continuo arricchimento al passare del tempo di dati provenienti dai sistemi residenti di monitoraggio, che forniranno nuovi parametri e nuove variabili utili all’aggiornamento dei coefficienti di sicurezza della struttura.

Questi strumenti ed infrastrutture saranno collegate attraverso un sistema di trasmissione ed analisi delle informazioni acquisite dalla strumentazione dispiegata. I parametri così acquisiti, permetteranno il confronto tra le caratteristiche dei terreni unitariamente agli edifici prescelti, nel tentativo, quindi, di raggiungere una visione olistica dei beni considerati. La definizione di modelli di catalogazione dei beni soggetti a rischio sismico, linee guida per la definizione di interventi conservativi e protocolli attuativi di intervento rappresentano i risultati paralleli del progetto MASSIMO.

                                                                                                                        ATTIVITA' SISMLAB NELL'AMBITO DEL PROGETTO MASSIMO


 

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